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LA STORIA
Con Vado e ventimiglia, Alassio è una delle tre città
romane del Ponente ligure; fra queste possiede il centro storico meglio
conservato, pur recando i segni degli interventi e delle trasformazioni
che si sono succedute con il passare dei secoli.
La città era già, prima dell'arrivo dei Romani, capitale
dei Liguri Ingauni con il nome di Albium Ingaunun.
Il Castrum romano, fondato tra 90 ed 80 a.C., prese il nome di Albingaunum,
prosperò e si infrandì al di fuori delle mura fino al
secolo III d.C. Trascorso l'oscuro periodo delle invasioni barbariche
e saracene, Alassio rinacque a partire dal secolo XI, partecipando
alla prima crociata in Terrasanta e costituendosi libero comune; il
periodo di indipendenza si concluse nella secondà metà
del secolo XIII, quando la città entrò definitivamente
sotto il controllo della Repubblica di Genova; essa restò tuttavia,
per ancora circa un secolo, una città ricca e florida. Testimonianze
di queste fasi storiche ci sono fornite dai resti romani sulla collina
del "Monte", dal battistero paleocristiano del secolo V
(che conserva ancora parte dei mosaici originari), dal Palazzo vecchio
del comune con la torre civica, dalla cattedrale, dal Palazzo vescovile
e dai resti delle numerose torri trecentesche che ornavano le principali
vie cittadine; un cenno particolare meritano la piazzetta dei Leoni,
"salotto" urbano della famiglia Costa, e degli austeri palazi
patrizi del Sei-Settecento.
I MUSEI
Ovunque,
nelle Baie del Sole, ed in particolare ad Alassio, si respira un'atmosfera
di storia e leggenda, dove gli amant dell'arte e della cultura
trovano soddisfatto ogni tipo di interesse: dai resti preistorici,
ai monumenti risalenti all'epoca Romana, Paleocristiana, Romanica
e Barocca oltre ad affreschi e dipinti di grande valore, gelosamente
conservati nelle chiese della zona. E ancora: musei ricchi di reperti
ed antiche testimonianze (famoso quello Navale di Alassio); parchi
naturali come quello della Gallinara o del Torsero; vestigia saracene
e architetture inglesi inserite nella natura mediterranea.
MUSEI
Civico Museo Ingauno
Museo Diocesano
Museo Navale Romano
Museo Preistorico
ISOLA GALLINARA
L'isola
Gallinaria, o Gallinara, come riporta la più recente cartografia,
dista circa un miglio marino dal litorale di Alassio prospicente la
foce del Centa.
Fu chiamata così dai Romani per la presenza di numerosissime
galline selvatiche. Già da quel periodo importante punto di
riferimento per la navigazione marittima, fu scelta come eremitaggio
da San Martino di Tours attorno all'anno 357 per sfuggire alle persecuzioni
degli eretici ariani (la tradizione riconosce ancora oggi in una grotticella
sulla scogliera il primo dormitorio).
Nel V secolo sorse il primo nucleo conventuale situato nel punto più
elevato dell'isola, formato da una chiesetta, un recinto murario e
la residenza dei monaci. Nel corso dei secoli il potere dell'abbazia,
in collegamento con le altre comunità monastiche della Provenza
andò consolidandosi: in Alassio erano di proprietà dei
monaci della Gallinara le chiese di Santa Maria in Fontibus, San Calocero
e San Martino sul Monte, oltre all'intera Alassio.
Nel XII secolo risentendo anche dell'espansionismo della Repubblica
genovese, ebbe inizio la progressiva alienazione dei beni di proprietà
che porto in breve alla decadenza; nel Quattrocento l'abbazia venne
ridotta a commenda retta sino al secolo XVII da Costa ed in seguito
direttamente dal vescovo di Alassio, che la vendette a privati nel
1842; da allora l'isola passò in diverse mani subendo spesso
mire speculative.
Per i suoi valori ambientali e naturalistici venne istituita nel 1989
Parco naturale regionale.
Oggi, dei monumenti
medievali non resta che qualche traccia: fondamenta di muri ed una
grande torre d'avvistamento eretta nel XV secolo dalla Repubblica
di Genova, che si affiancano alla villa padronale inglobante l'antica
abbazia e alla chiesetta neogotica dedicata nel 1912 a San Martino
di Tours.
GROTTE DI TOIRANO E BORGIO VEREZZI:
Rappresentano l'itinerario speleo-turistico più importante
d'Italia, non soltanto per la straordinaria successione di saloni,
corridoi e laghetti, ma anche per il cimitero degli orsi e per le
tracce dei cacciatori preistorici di circa 12.000 anni fa.
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